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Massimo
è un disabile con gravi problemi di deambulazione. Si trova davanti
alla vetrina di un autosalone: per lui è arrivato il momento di
acquistare l'auto dei suoi sogni. Da qualche giorno ha la Patente
Speciale.
Potrà essere più indipendente, la sua vita
cambierà. Entra. Chiede informazioni al venditore: "Vorrei provare
il modello esposto in vetrina, quello con il motore millesei,
dotato di cambio automatico". "Mi dispiace - risponde il
venditore - abbiamo solo la vettura che vede. Ha il cambio normale. La
versione automatica la possiamo ordinare. Comunque, provi ad entrare
nell'abitacolo. Tanto è uguale all'altra!".
Questa è una scena che
si ripete ogni volta che un disabile decide di acquistare un'auto.
Un'operazione che va svolta sempre con la massima accortezza: la vettura
con cambio automatico, "dentro" è diversa dalla
corrispondente versione "normale". Naturalmente ha solo due
pedali, freno e acceleratore. E per questo l'assetto di guida ne risente
perché vi è una diversa disposizione della pedaliera. Inoltre il
sedile di serie, molte volte andrebbe sostituito con uno anatomico,
personalizzato. Ci sono poi gli ausili prescritti dalla Commissione
medica: si possono vedere solo dall'installatore e regolati solo a
montaggio avvenuto. Il disabile è quindi un "consumatore"
svantaggiato: prima acquista poi prova.
Forse sarà soddisfatto ma mai
rimborsato! Come al solito, per vedere qualcosa di buono dobbiamo
parlare di quello che succede all'estero, in Inghilterra per esempio. Ci
sono dei centri, privati, specializzati in ausili per la guida che
accolgono, è il caso di dirlo, al meglio il disabile: esperti, disabili
loro stessi, controllano con strumentazioni appropriate le potenziali
capacità di guida dell'esaminando. Propongono gli ausili più indicati
e mettono a disposizione un veicolo adattato per una prova su strada
chiusa al traffico. Questo prima dell'esame di guida. Che sarà
affrontato con la massima tranquillità. Tutto molto semplice!
In Italia
qualcosa di simile lo sta facendo la Fiat da qualche anno, ma le altre
Case automobilistiche sono indifferenti a questi problemi.
In Italia
sono ancora in commercio "aggeggi" che poco hanno a che vedere
con la moderna tecnologia. Approvati dal Ministero dei Trasporti ma vere
e proprie trappole. Un esempio per tutti: il freno "a lungo
braccio" (una leva per azionare manualmente il freno di servizio).
Disposto appena sotto il volante, in caso d'incidente può causare gravi
lesioni.
La moderna tecnologia potrebbe darci una mano. Però servono
grossi investimenti e non tutti sono disposti a farli. Neanche il
Ministero dei Trasporti che ad esempio per "girare" le ruote
vieta l'uso di ausili diversi dal volante: forse non sono affidabili? I
suoi funzionari dovrebbero informarsi presso l'Airbus Industrie, che per
far volare i suoi aerei di linea da anni adotta il "joy stick"
al posto del tradizionale "volantino"!
(a cura di Luigi Giuliani) |